Dopo un inverno mite ed una primavera quasi priva di precipitazioni lo scenario che si prospetta dinanzi a noi in questi primi giorni d’estate è a dir poco preoccupante.
Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, il nostro paese è in ginocchio per una grave emergenza idrica.

Fiume Brenta in secca - Foto Stefano Maruzzo - Giugno 2022
Un’ondata di caldo eccezionale con temperature oltre i 40° di gran lunga superiori alla media stagionale (basti pensare ad esempio che sulla vetta più alta d’Italia, il Monte Bianco, a più di 4700 metri di altitudine, la scorsa settimana si sono registrati per la prima volta più di 10°) e l’assenza di piogge (- 40% di precipitazioni rispetto al 2021) hanno fatto si che molte regioni si preparino a dichiarare lo stato di emergenza a causa della siccità.
I letti dei fiumi sono prosciugati, i laghi hanno una portata d’acqua di gran lunga inferiore a quella degli anni precedenti, gli incendi boschivi sono triplicati e le coltivazioni di riso, girasoli, mais, soia e foraggi sono a rischio proprio per la scarsità d’acqua.
Nella Pianura Padana il Po, il re dei fiumi italiani, è poco più che un rivolo d’acqua ed il suo livello è inferiore di più di 3 mt. rispetto a quanto si era registrato nell’agosto dell’anno precedente.
Lazio, Valle d’Aosta, Pavia, Bergamo, Emilia Romagna e Appennino Parmense sono le zone più colpite dalla siccità ma in Veneto la situazione non è migliore con il livello d’acqua dei fiumi Po, Adige, Brenta e Piave al di sotto dei minimi storici.


La Protezione Civile ha diramato uno stato d’allarme rosso per i territori delle province di Padova, Verona, Vicenza e Rovigo.
In tutt’Italia sono molti i comuni che hanno tempestivamente emanato alcune ordinanze per favorire il razionamento idrico.
Nel mirino ci sono tutte quelle azioni che implicano un dispendio eccessivo d’acqua e che esulino dai bisogni primari (potabili e igienici) di ciascun individuo: irrigazione di prati, giardini, campi sportivi e orti, riempimento delle piscine, lavaggio delle auto e così via.
Sono questi i momenti in cui ci rende conto di quanto l’acqua sia davvero un bene prezioso e di come sia importante che ciascuno nel proprio piccolo faccia la sua parte per limitare gli sprechi d’acqua.
Anche la Protezione Civile ha emanato una serie di consigli per ridurre il consumo d’acqua tra le mura domestiche:
- Non lasciare scorrere l’acqua del rubinetto oltre lo stretto necessario.
- Prediligere lavastoviglie e lavatrice al lavaggio a mano di stoviglie e biancheria e azionarle sempre a pieno carico.
- Non gettare l’acqua di lavaggio degli ortaggi o l’acqua di cottura ma se possibile riutilizzarla per annaffiare le piante.
- Evitare di riempire piscine o vasche.
- Occuparsi del lavaggio di automobili/moto solo se strettamente necessario.
- Verificare che non ci siano perdite negli impianti sanitari (goccia dopo goccia in un mese possono essere persi circa 1.750 litri d’acqua!).
Sono piccoli e semplici accorgimenti che possono aiutarci a superare questo momento particolare di siccità e che applicati alla nostra routine quotidiana contribuiranno a garantire un futuro migliore anche alle prossime generazioni.
